Note al margine

al Danubio

Polistrumentista e ricercatore, Fabio Turchetti vanta un’esperienza ormai quasi trentennale sia come musicista sia come animatore culturale tra i più attivi nel Cremonese. Difficile sintetizzare in poche righe la sua carriera, ricca di una copiosa produzione discografica come solista e come componente di varie band e progetti, ciò che però merita di essere sottolineato è come nel suo percorso artistico sia riuscito a spaziare con disinvoltura e passione attraverso generi musicali differenti passando dal jazz alla musica antica fino a toccare la musica world, in un costante cammino di crescita e maturazione artistica. In quest’ottica si inserisce anche la sua capacità di essere trascinatore e non è un caso che sia lui ad essere l’animatore dell’attiva etichetta indipendente Consorzio Produttori Cremonesi, e l’organizzatore del noto Folk Festival di Cremona. Per ripercorrere la sua vicenda artistica, Fabio Turchetti, complice un viaggio tra Cremona e l’Ungheria insieme all’amica Teréz Marosi, ha scritto un breve ma interessantissimo libro-intervista autobiografico, nel quale si racconta a cuore aperto parlando della sua formazione artistica, delle varie esperienze musicali, e dei tanti viaggi in giro per il mondo che hanno caratterizzato la sua crescita culturale e musicale. Si tratta di un lungo dialogo, che si snoda libero e rilassato tra riflessioni e aneddoti, mentre sullo sfondo scorrono le immagini del Danubio e di Budapest, che sembra quasi ispirare ogni ricordo, quasi fosse un terzo interlocutore silenzioso. Turchetti ripercorre così i suoi primi passi come musicista jazz a Firenze, gli anni del DAMS, il Cammino di Santiago, e l’esperienza in Amazzonia fino a toccare i tanti incontri e progetti musicali come il Progetto Mehr, dedicato alla musica gypsy. Non mancano accenni alle esperienze più recenti come quella con i Khaossia e i vari intrecci con la musica popolare italiana e quella antica. Particolarmente riuscita è poi la scelta di concludere il libro con la poesia Al Danubio di Attila Jòzef, che sembra racchiudere il senso più profondo di tutto questo libro. Ben lungi dall’essere un opera autoreferenziale o autocelebrativa, Note Al Margine è il racconto avventuroso di un musicista che guarda al suono del mondo senza preconcetti e con piena libertà di espressione, doti rare ma e che fanno di Turchetti, un eccellente interprete dei vari linguaggi sonori.

Salvatore Esposito su BlogFoolk

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