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Turchetti, un notturno jazz con l'emozione della prima

«Foto di gruppo», e per il cantautore cremonese è il debutto in città

Anche Renato Sellani e Massimo Moriconi sul palcoscenico

Un concerto per Agropolis (il ricavato è stato devoluto alla cooperativa) e Fabio Turchetti si è presentato domenica sera al palazzo Cittanova, davanti a un pubblico purtroppo non numeroso ma molto attento, che ha sottolineato con generosità la prova del nostro cantautore. Ad accompagnarlo in questa sua prima esibizione cremonese c'erano il pianista Renato Sellani, una vera e propria istituzione nel campo jazz, e il validissimo contrabbassista Massimo Moriconi.

Questa inedita formazione è riuscita a sopperire all'assenza di una vera e propria sezione ritmica, creando un'atmosfera molto intima e ricercata. A presentare il concerto ci ha pensato Sellani, che ha intrattenuto simpaticamente il pubblico per qualche minuto sfoggiando la sua ormai «mitica» verve, che gli appassionati ricorderanno durante le sue presentazioni per Umbria Jazz.

Dopo due belle versioni di «Summertime» e «Autumn Leaves» in cui i due musicisti hanno dato prova della loro bravura, è salito sul palco Fabio Turchetti, giustamente emozionato davanti al suo pubblico. E ha cominciato il concerto con uno dei suoi brani migliori, «Canzone povera», che in questa versione «notturna», si è mossa su binari jazz, in cui Sellani e Moriconi ricamavano dietro alla voce di Fabio in maniera egregia.

Successivamente ha via via presentato tutti i brani del suo album «Foto di gruppo», uscito l'anno scorso e prodotto in prima persona. Anche se chiaramente ogni tanto si sentiva in lui il peso di questa prima uscita, il cantautore piano piano si è mosso con una certa disinvoltura. Tutti i brani sono molto piacevoli, e soprattutto quelli nuovi sono parsi molto interessanti, in particolare quel «I got the blues» con quel suo inizio reggae, in cui la chitarra di Fabio e il contrabbasso di Moriconi  duettavano splendidamente. Turchetti sta acquisendo uno stile personale che riuscirà sicuramente ad affinare con una costante possibilità di suonare in pubblico. Il suo timbro particolare traspare già dall'ascolto dell'album, che è veramente una buonissima prova. Questo esperimento di trio abbastanza anomalo è molto efficace e senz'altro dopo qualche concerto l'affiatamento si farà sentire.

In ogni caso un debutto positivo e una realtà che si affaccia nel panorama musicale italiano. Questo è solamente l'inizio di un progetto appoggiato dalla Buster spettacoli, che si occupa della promozione di Turchetti, presentandolo nei migliori festival della penisola. E' un'operazione molto impegnativa che dovrebbe senz'altro dare i suoi frutti perché il nostro cantautore ha tutte le carte in regola per ben figurare.

Emilio Palanti

(La Provincia, 5 giugno 1990)

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